Ieri, per la prima volta dopo due anni negli Stati Uniti, abbiamo assistito ad un rodeo.

Il rodeo è una vera e propria competizione sportiva, tipica di alcuni paesi tra cui Stati Uniti, Messico e Argentina. Sembra


che il primo rodeo ci sia stato nel 1872 nello stato del Wyoming. Gauchos e cowboy si trovarono in breve tempo ad avere un pubblico pagante un biglietto d’ingresso per assistere ad esibizioni che consistevano essenzialmente nel catturare capi di bestiame col lazo, oppure nel cavalcare cavalli o tori indomiti, cercando di restare in sella più a lungo possibile mentre l’animale si dimena.

l nostri amici spagnoli, Josè e Maria, ci avevano detto di questa fiera a Smithfield, una piccolissima città della Virginia, poco distante da casa nostra, conosciuta negli Stati Uniti per la produzione dell’Ham (sorta di prosciutto cotto, niente male devo dire verità!).

Così, in questa caldissima domenica di Settembre, prepariamo i nostri zaini e partiamo.

Scegliamo di percorrere la strada più breve, attraversiamo quindi un ponte che passa sopra il fiume James: fiume più largo della Virginia che nel suo lungo corso, dalle montagne fino alla Chesapeake Bay, crea dei paesaggi meravigliosi. Di solito scegliamo l’altro percorso, la Colonial Parkway, tratto di strada, meta turistica degli Stati Uniti che attraversa un fitto bosco. Siamo nella terra di Pocahontas, figlia di Powhatan, leader della Confederazione dei Nativi d’America. La storia di questa donna è straordinaria dal punto di vista storico perchè la sua vita si intreccia con quella dei coloni inglesi che si insediarono a Jamestown, in Virginia agli inizi del 1600. Io, ogni volta che mi fermo ad ammirare quelle lagune, la immagino su una canoa, con i capelli al vento, fiera e combattiva, pronta a difendere le sue terre (forse guardo troppo cartoni Disney!) .

Torniamo alla nostra Domenica, passiamo per dei  piccoli centri abitati e vasti campi di cotone, case bellissime in stile coloniale che ricordano quella di Rossella O’hara, in Via col vento.

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Arriviamo alla fiera, tutto organizzato nel dettaglio ma ormai non ci sorprendiamo più: qui è sempre così!

L’atmosfera è quella tipica delle fiere: giostre, musica dal vivo, venditori ambulanti di hot dog e hamburgers, macchine d’epoca che ti proiettano nel mondo di Grease o di Happy Days o sulla Route 66 di Cars e Cricchetto. Le bimbe vogliono provare qualche giostra, scelgono gli elastici, mi do un’occhiata intorno per vedere se c’è il nostro amato Carosello ma il belare delle pecore ha attirato l’attenzione di Cecilia che ama gli animali ed è in totale confidenza con loro ( passione ereditata dalla zia Isa!), inizia a tirarmi per un braccio…pecorelle arriviamo!

Si avvicina l’ora del Rodeo, ci affrettiamo a prendere posto sulle gradinate, non vogliamo rischiare di restare in piedi, siamo già abbastanza provati dal caldo e, dopo aver procurato cibo e acqua, prendiamo posto. Si intravedono i cowboys che si preparano per la competizione e i tori che iniziano a dare qualche calcio di tanto in tanto. Siamo tutti molto curiosi. Ci raggiungono altri amici, Luca e Rachele, con i loro bimbi Giovanni e Matteo e Terry e Edith. Giusto in tempo…si inizia.

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La tradizione vuole che, prima del rodeo, sfili la bandiera e suoni l’inno nazionale: questa è un’usanza molto diffusa negli Stati Uniti e si impara fin da piccoli ad averne grande rispetto.

Vediamo il primo cowboy pronto con l’elmetto…eh si, lontano dall’immaginario comune, quasi tutti i cowboys indossano l’elmetto per evitare colpi alla testa. Aprono la gabbia, il toro in pochissimi secondi si libera del cowboy e se ne va trionfante gironzolando per l’arena. Esce il secondo cowboy, stessa storia: pochissimi secondi, il toro si dimena, il cowboy cade e il toro si prende orgoglioso gli applausi del pubblico divertito e contento che nessuno dei due si sia fatto male e che entrambi rientrino nel recinto come fossero due vecchi amici!

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Finito il Rodeo, contenti di aver vissuto un’altra esperienza e di aver incamerato un altro ricordo, cerchiamo un riparo dal sole: c’è una grande tenda con zucche, paglia, piante di cotone e una vasca piena di semi di soia in cui i bimbi possono giocare.

Ci regaliamo una fresca sosta: noi genitori su una panchina sgranocchiando le noccioline della Virginia e i bimbi tuffandosi tra i semi di soia. Un genio chi ha ideato questo gioco e mi si accende una lampadina: perchè non provare a costruire la nostra vasca di semi di soia? Vi terrò aggiornati su questo…

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Il sole ha lasciato spazio a grossi nuvoloni neri che minacciano un temporale, contenti della nostra family adventure, torniamo a casa.

E’ domenica sera: pigiama, pizza e family movie…pronti per una nuova settimana!

23 thoughts on “Rodeo e Cowboy: american tradition”

  1. Annalisa, me encanta !!!!

    Que facilidad para transportarnos a ese día que viviste en el rodeo, saboreando las costumbres estadounidenses. Gracias por contarnos tus experiencias. Animo, no dejes de hacerlo. Ciao !!!!

    1. Si i bimbi si sono divertiti tantissimo a vedere dal vivo tori e cowboy…quelli che hanno sempre visto in film e cartoni animati 🙂

    2. Ciao Valeria, le bimbe e i loro amichetti erano così eccitati di aver visto dal vivo i cowboy, quelli veri (così dicevano) !

  2. Que linda estas aventuras de vida america/italina. Obrigada por compartilhar atravez do seu blogo. Beijos, Rosangela

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