“Giochiamo alla famiglia?” Siamo in macchina, torniamo da una festa di compleanno, per la precisione da un “paint party”, troppo divertente.

Giulia, Nicole, Giovanni e Matteo (due bimbi italiani e migliori amici di Giulia e Nicole) sono in macchina con me e immediatamente, a coppie, si immergono in un mondo tutto loro in cui è meglio non provare ad entrare, anzi in cui non è facile entrare, ci vorrebbe la loro mente, la loro capacità di immaginare cosa non esiste, la capacità di creare dialoghi al momento da far invidia al miglior scrittore di dialoghi di Holliwood.

Giulia e Giovanni sono finiti a New Orleans e cercano di destreggiarsi nel disastro naturale dell’uragano Katrina e poi ad un tratto finiscono a Pearl Harbor.

Io da piccola al massimo finivo seduta sulla Luna a cantare insieme a Creamy, con i calzini con il merletto… un minuto di silenzio per chi non sa di cosa sto parlando perchè vuol dire che è molto più giovane di me!!!

Nicole e Matteo… sono loro due che catturano la mia attenzione.

Nicole, come sempre, gli chiede: “Matteo giochiamo alla famiglia?”. Lui con entusiasmo risponde immediatamente di si.

Lei seduta dietro di me, con il lettore DVD sull gambe, fingendo che sia il suo computer e con il telecomando come telefono, chiama Matteo:

Nicole:  “Matteo ciao, come va? Io devo finire un lavoro e poi torno a casa!”

Matteo: “Ok io sono appena arrivato a casa!”

N. : “I bimbi stanno bene?”

M. : Si stanno bene, giocano, tu quando arrivi?”

N. : “Tra poco parto”

M. : “Ok a tra poco, ciao!”

 

Silenzio di pochi minuti, Nicole richiama Matteo con il suo telefono/telecomando, intanto io ho spento la radio, non voglio perdermi neanche una parola di questo gioco, non li guardo nemmeno dallo specchietto perchè so che se mi scoprissero, si fermerebbero.

N.: “Matteo ho avuto un problema alla macchina… si è “sgonfiata” quindi prendo un taxi”

M: “Ok ma tu stai bene?”

N.: “Si io sto bene”

M.: “Io sto andando a fare la spesa”

N.: “Dove vai a fare la spesa?”

M.: “Vado da Walmart e mi porto i bimbi!”

N.: “Ok allora io ti raggiungo da Walmart così se hai bisogno ti aiuto. Ci vediamo lì!”.

Purtroppo siamo quasi arrivati a casa e si interrompono, promettendosi di continuare a giocare a casa, nella stanza dei giochi… che peccato, li avrei ascoltati per ore.

A casa li spio ancora un pò… sono troppo curiosa!

Matteo prende il bambolotto in braccio, dà la manina a Cecilia, la loro primogenita e va a fare la spesa… a fine giornata, insieme rimboccano le coperte al bimo nel lettino.

Adesso, se la spesa andavano a farla da Traders Joe anzichè da Walmart era meglio eh (ahahah) ma sono stati i loro dialoghi la mia piacevole sorpresa.

Nicole gioca alla mamma che lavora, utilizza un computer ma si preoccupa di chiamare il suo compagno, sapere come va, se è già rientrato da lavoro e se i bimbi stanno bene.

Matteo d’altro canto sembra sbrigarsela alla grande: è appena rientrato anche lui, i bimbi stanno bene ed esce di nuovo con loro per andare a fare la spesa.

Cosa c’è di particolare potrebbe dire qualcuno?

E’ la loro complicità, il preoccuparsi l’uno dell’altro e la semplicità con cui si organizzano senza alcuna imposizione di ruoli: chi arriva primo fa quello che c’è da fare.

Se solo noi adulti fossimo così bravi ad organizzare la nostra famiglia con la stessa semplicità con cui loro due hanno organizzato il loro gioco… saremmo tutti più contenti!

“La parola è suono e l’esempio è tuono…”

 

 

5 thoughts on ““Giochiamo alla famiglia?” in fondo è così semplice”

  1. Quanta tenerezza!!! Sembrano davvero bravissimi nel loro ruolo. Mi è capitato di vedere altri bimbi giocare a “la famiglia” e mi hanno sempre fatto sorridere tanto.

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