Vi capita di risistemare tutti i giochini la sera, prima di andare a dormire nell’area gioco che di solito riserviamo ai nostri piccolini, nel soggiorno, o in cucina o nelle loro stanzette personali?

 

Vi succede di guardare quei cestoni lievitare giorno dopo giorno, mese dopo mese e diventare sempre piu pieni e difficili da spostare? Se guardate sul fondo del cestone vi capita di scorgere quel sonaglino che riusciva a zittirlo durante le colichette…santo sonaglino! O quel mazzo di chiavi che mordicchiava con tutte le sue forze e che regalava momenti di sollievo alle sue gengive in fiamme e alle vostre orecchie?

Pensate mai: “Ma adesso gioca con dinosauri, plastichina, pentoline e addirittura ha iniziato a ritagliare con le forbicine arrotondate… ma quanto e’ cresciuto/a?”

Ebbene si, cari colleghi miei genitori, i nostri piccolini crescono in fretta e con loro cambiano il modo di giocare, il loro interesse, le loro capacita’ e da un giorno all’altro ci sorprendono e vengono in cucina urlando: “mamma papa’ ho disegnato il sole!”

Mi sono resa conto dell’importanza di cambiare ciclicamente i giochini gia’ quando Giulia, la mia prima bimba, era piccolina. Avevo capito che acquistare giochi adatti alla sua fascia di eta’, era uno stimolo importante per lei. Giulia era una bimba perennemente alla ricerca e alla richiesta di stimoli, certo non dormiva doveva pur impegnarlo il tempo no? Io, mamma di prima figlia, mi divertivo a sedermi sul tappetone della nostra prima casetta in mansarda a Cosenza e a proporle giochi nuovi.

Avevo preso l’abitudine di sostituire i suoi giochini quando vedevo che le sue capacita’ erano aumentate e i suoi interessi cambiati, fatta eccezione per quei giochi con cui si era instaurato un legame affettivo indissolubile… quelli non andavano toccati!

La tecnica si affino’ con Nicole. Non avevo tempi precisi , ben determinati in cui effettuare il cambio dei giochini, osservavo le bimbe mente giocavano, giocavo con loro e mi rendevo conto di quando era il momento di fare un upgrade. Via sonaglini, chiavi gommose, avanti giochini parlanti con forme, colori, pulsanti da premere, cordicine da tirare. Parlano meglio dei giochini? Hanno scoperto tutti i pulsanti da premere? Addirittura riconoscono il triangolo rosso dal quadrato giallo? E’ arrivato il momento di proporre libricini, magari con qualche finestrella che si apre e un gatto con gli stivali con un mantello di stoffa ed un coniglio dal pelo lungo e morbido… come gli piace aprire quella pagina e accarezzarlo!

Con Cecilia ho preso il Master degree (ahahah), sapevo riconoscere i segnali e ho aggiunto un aspetto credo importante: mi aiutava proprio lei a sistemare i suoi giochi da bimba piu’ piccolina e a riporre nei giusti scaffali la plastichina, materiale per colorare, costruzioni, macchinine, barbie etc.

Altro aspetto che imparai a non trascurare con Cecilia fu la differenza di eta’: va rispettata nella scelta dei giochi da proporre ai nostri piccolini e nell’organizzazione delle aree gioco, quando ci sono fratellini e sorelline maggiori.

Cecilia ha 6 anni di differenza con Giulia e 4 con Nicole.

Mentre Giulia e Nicole, con soli due anni di differenza, superata la prima fase neonato-sorella maggiore di due anni, sono andate piano piano ad incontrarsi da sole nel gioco, appianando quasi del tutto le differenze, con Cecilia era giusto rispettare il divario di eta’ e creare uno spazio solo per lei, in cui potesse sviluppare le proprie capacita’.

Proporre ai bimbi giochi che non sono adatti alla loro eta’ non e’ opportuno. Oltre ovviamente ad una fattore di sicurezza, il bambino deve essere in grado di capirne il funzionamento, di divertirsi, di sentirsi orgoglioso per essere riuscito a completare quel gioco.

Lasciare Cecilia giocare liberamente nella stanza di sopra, dove Nicole e Giulia hanno tutti i loro giochi, oltre che pericoloso sarebbe stato frustrante per lei.

Adesso Cecilia e’ un caso un po’ particolare perche’ terza figlia, iperstimolata, a 9 mesi camminava, a un anno mangiava da sola, a due andava in bagno da sola e a tre cantava la canzone dei Trolls come  Madonna cantava Papa don’t preach, ma comunque lasciarla giocare con i Lego microscopici delle sorelle maggiori, anziche’ con i blocchi piu’ grandi che lei avrebbe potuto incastrare facilmente creando le proprie torri personali ed avere la gioia di vederle diventare sempre piu’ alte… non sarebbe stato ne’ utile allo sviluppo delle sue capacita’ intellettive ne’ sicuro, ovviamente.

Altro fattore: i fratelli maggiori si sentono “tutelati” da mamma e papa’ nel rispetto delle loro aree giochi e anche gratificati nel sentirsi dire: “Wow come sei cresciuta guarda che giochi difficili e complicati fai… pensa che prima giocavi con questi sonaglini e con i blocchi giganti, guarda adesso hai costruito un intero villaggio, con i Lego microscopici complimenti!”

Come si dice: si prendono due piccioni con una fava.

Niente gelosie, soddisfazione per la propria crescita, stimoli alle facolta intellettive dei piccolini e… fattore da non trascurare mai per me, aumenta la speranza di avere piu’ ordine nei nostri soggiorni e nelle loro camerette!

Questo metodo sta portando buoni frutti perche’, pur conservando le loro differenze e preferenze, dovute alle diverse personalita,’ si incontrano in un mondo di gioco tutto loro e… guai disturbarle!

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